Le origini di questo piccolo e tranquillo borgo marinaro si fanno risalire all'epoca greco-romana. Lo stesso nome Erchie potrebbe derivare da Ercole, a cui probabilmente era dedicato un tempio, sulle cui rovine nel X secolo venne costruita l'abbazia benedettina di Santa Maria de Irchi, saccheggiata dai saraceni nel 1154, abbandonata, e poi definitivamente distrutta da una violenta tempesta nel 1440.
Furono proprio i monaci dell'abbazia a dare vigore all'economia del paese, con la costruzione dei tipici muri a secco per la coltivazione degli agrumi e di robuste barche per la pesca, dato che l'abbazia godeva anche dello "ius piscariae" su tutto il litorale fino ad Amalfi. Erchie prosperò e conobbe un lungo periodo di benessere, sorsero altre abbazie, s'intensificarono i commerci con l'Oriente. Come tutti i borghi rivieraschi della Costiera, il paese subì la costante minaccia delle scorrerie ottomane. La bella Torre Cerniola, oggi perfettamente restaurata, e le rovine della Torre di Tummolo, che si trovano sulle due punte della baia, ricordano i tempi della paura e delle battaglie, la più devastante delle quali avvenuta nella primavera del 1534, quando gli ottomani guidati da Kheir-Eddin, il feroce pirata Barbarossa, saccheggiarono Erchie, Cetara e i casali confinanti. La memoria di un'altra sanguinosa battaglia, avvenuta tra la flotta francese e l'armata imperiale di Carlo V al largo di Capo d'Orso nel 1528, è riposta nel toponimo del promontorio di Tummolo. Qui la corrente portò i cadaveri di numerosi soldati periti nello scontro e gli abitanti li tumularono al di sopra delle rocce, da qui il nome della torre e del capo. Rimasta per lunghissimo periodo paese a vocazione mista, di abili pescatori e operosi agricoltori, nello scorso secolo Erchie ha ospitato una cava rimasta attiva dal 1912 fino al 1965, determinando l'irreparabile danno paesaggistico visibile sul massiccio roccioso sulla destra. Fino a metà degli anni trenta era attiva anche una tonnara a reti fisse, che iniziava davanti allo scoglio della spiaggia di Cauco.
Pur avendo subito un notevole impoverimento demografico, la perdita della scuola primaria, dell'ufficio postale e di diverse botteghe un tempo qui presenti, oggi Erchie ha una vocazione prettamente turistica, favorita dal mare pulito e dalla sua facile raggiungibilità grazie una breve diramazione della strada statale. All'abitato vero e proprio tuttavia si accede solo mediante una scala che scende dall'ultimo dei vari parcheggi, e i percorsi tra le case, disposte lungo una linea di appena 160 metri, sono esclusivamente pedonali. Il piccolo rivo S.Nicola divide l'abitato in due piccoli nuclei, di cui quello occidentale è il più antico.
Nei giorni di massimo affollamento estivo sulla spiaggia di Erchie arrivano ad ammassarsi centinaia, talvolta anche qualche migliaio di bagnanti, che usufruiscono dei servizi offerti da tre stabililimenti balneari e da alcuni ristoranti. Passata la bufera balneare dei mesi estivi, il piccolo paese ritorna a respirare, i vecchi pescatori si riappropriano della loro spiaggia e i cento abitanti riprendono i ritmi lenti nel silenzio del loro borgo